Senza giustizia non può esserci una pace duratura. Habiba Sarabi, 15 Agosto

Sintesi del rapporto di ricerca della Dott.ssa Habiba Sarabi, politica, attivista per i diritti delle donne e prima donna governatrice dell’Afghanistan, presso l’Università di Princeton

La pace non è semplicemente l’assenza della guerra. La pace acquista significato e può durare nel tempo solo quando vengono garantiti giustizia, dignità umana, pari diritti e reali opportunità di partecipazione per tutti i cittadini.

Questo rapporto, attraverso un’analisi realistica e approfondita di quattro decenni di guerra in Afghanistan, mostra che sarà difficile raggiungere una pace duratura senza ascoltare la voce delle vittime, creare spazi in cui le persone possano raccontare i propri dolori e le sofferenze storiche, riconoscere le loro esperienze e garantire una partecipazione significativa delle donne, dei giovani, della società civile e di tutti i gruppi etnici.

Il rapporto cerca di rispondere a una domanda fondamentale, che continua ancora oggi a interrogare molte persone: perché quattro decenni di tentativi di pace in Afghanistan, dagli Accordi di Ginevra del 1988 fino all’Accordo di Doha del 2020, non sono riusciti a creare le condizioni per una pace duratura, giusta e inclusiva?

La ricerca è stata condotta attraverso 15 interviste semi-strutturate con politici, attivisti per i diritti umani, esperti di pace, leader della società civile e vittime della guerra. Lo studio analizza quindi le prospettive di persone che hanno avuto un’esperienza diretta dei processi di pace, della guerra, delle questioni legate ai diritti umani e delle trasformazioni della società afghana.

I risultati mostrano che il principale problema della pace in Afghanistan non è stato semplicemente la mancanza di un accordo politico. Tra le cause più importanti del fallimento dei precedenti processi di pace emergono anche l’assenza di giustizia, la mancanza di una reale partecipazione della popolazione, il mancato riconoscimento delle sofferenze storiche e la debolezza di una governance responsabile e trasparente.

Dall’analisi delle interviste emergono cinque concetti fondamentali nella definizione della pace:

1. Pace come giustizia e uguaglianza
I partecipanti hanno sottolineato che la semplice cessazione della guerra non può essere considerata pace. Una pace può diventare duratura solo quando nella società esistono giustizia, pari diritti, pari opportunità e responsabilità.

2. Pace come dignità umana e riconoscimento delle persone
Il rapporto evidenzia che molte vittime e comunità emarginate hanno innanzitutto bisogno di essere ascoltate, rispettate e di vedere riconosciute le proprie sofferenze storiche e le proprie esperienze.

3. Pace come riconciliazione sociale e ricostruzione della fiducia
La ricerca mostra che le profonde ferite sociali ed etniche provocate da decenni di guerra non possono essere superate senza dialogo, ricostruzione della fiducia e iniziative locali.

4. Pace come governance responsabile
Gli intervistati hanno sottolineato che, senza Stato di diritto, istituzioni responsabili e partecipazione della popolazione, nessun accordo di pace potrà durare nel tempo.

5. Pace come opportunità e sviluppo
L’istruzione, il lavoro, le opportunità economiche e la partecipazione delle donne e dei giovani vengono indicati come elementi fondamentali per costruire stabilità e una pace sostenibile.

La ricerca mostra inoltre che i precedenti processi di pace in Afghanistan sono stati prevalentemente guidati dalle élite e impostati dall’alto verso il basso. Donne, giovani, minoranze e comunità locali, pur rappresentando una parte fondamentale della realtà sociale afghana, sono stati spesso esclusi da una partecipazione reale ed efficace ai processi decisionali.

Il rapporto sottolinea quindi che una pace duratura in Afghanistan richiede un collegamento tra due livelli: da una parte, il dialogo nazionale e politico e, dall’altra, la costruzione della pace a livello comunitario, nei villaggi, nei quartieri e direttamente tra le persone.

Nell’attuale situazione dell’Afghanistan, le forti restrizioni imposte ai diritti delle donne e delle ragazze, l’indebolimento della società civile, la crisi economica e umanitaria e la diminuzione della fiducia sociale rendono ancora più urgente ripensare profondamente gli approcci alla costruzione della pace.

Il messaggio centrale di questa ricerca è chiaro:

Una pace che non garantisce giustizia, dignità umana, partecipazione paritaria e responsabilità è soltanto una sospensione temporanea della violenza, non una pace duratura.

Un sincero ringraziamento e profonda gratitudine alla Dott.ssa Habiba Sarabi e a tutte le persone che hanno contribuito a questa preziosa ricerca, mettendo a disposizione conoscenze, esperienza e impegno per comprendere meglio la crisi afghana e individuare percorsi più giusti e umani per il futuro dell’Afghanistan.

Link al rapporto completo:

https://spia.princeton.edu/sites/default/files/2026-07/Rethinking%20Peacebuilding%20in%20Afghanistan.pdf

 

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