Comunicato di NEDA APS in occasione del 15 agosto L’anniversario dell’invasione dell’Afghanistan da parte dei Talebani.

Comunicato di NEDA APS in occasione del 15 agosto L’anniversario dell’invasione dell’Afghanistan da parte dei Talebani.

Cinque anni di repressione, cinque anni di resistenza

Sono passati cinque anni dal ritorno dei Talebani al potere. Cinque anni segnati, per il popolo afghano, dalla paura, dalla povertà, dalla migrazione, dalla repressione e dalla privazione dei diritti. In questi cinque anni, sono state soprattutto le donne e le ragazze a pagare il prezzo più alto.

Le ragazze sono state escluse dalla scuola secondaria e dall’università. Le donne sono state allontanate da molti ambiti lavorativi e sociali, mentre la loro libertà di movimento, la partecipazione alla vita pubblica e il diritto di decidere della propria vita sono stati fortemente limitati. Anche giornalisti, attivisti della società civile, manifestanti e voci critiche hanno subito pressioni, minacce, arresti e restrizioni.

Dietro ognuna di queste limitazioni c’è una vita: una ragazza che da cinque anni aspetta di poter tornare a scuola; una donna che ha perso il proprio lavoro e la propria indipendenza economica; un giornalista che non può più parlare liberamente; una famiglia costretta ad abbandonare il proprio Paese.

Nonostante tutti i rischi, le donne afghane, dentro e fuori dall’Afghanistan, non sono rimaste in silenzio. Nelle strade, nelle case, nelle scuole clandestine, attraverso i media e nelle comunità afghane all’estero, hanno continuato a far sentire la propria voce e a lottare per il diritto all’istruzione, al lavoro, alla libertà e alla dignità umana.

In occasione del quinto anniversario del 15 agosto, noi di NEDA APS chiediamo alla comunità internazionale, all’Unione Europea e al Governo italiano che i diritti e le libertà del popolo afghano non vengano sacrificati agli interessi politici; che le violazioni dei diritti umani non rimangano senza conseguenze; che venga garantito un sostegno concreto alle donne, ai giornalisti, ai difensori dei diritti umani e alla società civile afghana; e che nessun processo politico sul futuro dell’Afghanistan possa essere considerato legittimo senza una partecipazione reale e significativa delle donne afghane.

Sono passati cinque anni, ma cinque anni di repressione non devono trasformarsi nella normalizzazione dell’oppressione.

Il 15 agosto uniamo la nostra voce a quella del popolo afghano e diciamo:

Non dimenticate le donne afghane.
Non mettete a tacere la loro voce.
I diritti umani non sono negoziabili.

NEDA APS
Agosto 2026

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