Deportazione forzata dei bambini afghani dall’Iran: storie di sofferenza, separazione e silenzio. 6/11/2025

Deportazione forzata dei bambini afghani dall’Iran: storie di sofferenza, separazione e silenzio

Negli ultimi mesi, il processo di rimpatrio dei migranti afghani dall’Iran si è intensificato. Secondo i rapporti internazionali, centinaia di bambini sono stati esposti a gravi rischi fisici e psicologici.

I dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) indicano che solo nel mese di giugno 2025 circa 80.000 bambini afghani sono entrati in Afghanistan provenendo dall’Iran, e quasi il 39% di loro è stato rimpatriato con la forza. Tra questi, oltre 6.700 bambini erano non accompagnati o privi di tutori legali.

Anche nel corso dell’anno precedente, secondo diversi media internazionali, più di 20.000 bambini afghani sono stati espulsi dall’Iran; molti di loro sono stati separati dalle proprie famiglie durante la detenzione e la deportazione.

La storia di Milad: il bambino che non conosce più la strada di casa

Milad Hosseini, un bambino afghano di dieci anni della provincia di Ghazni, è uno dei tanti minori separati dalla propria famiglia durante i rimpatri forzati. Viveva a Sirjan, nella provincia di Kerman, quando è stato arrestato mentre si recava a scuola e deportato in Afghanistan.

Da quasi un anno vive a provincia Herat, accolto da famiglie del posto, senza avere notizie dei suoi genitori o di altri parenti.

Secondo fonti locali di Herat, decine di altre famiglie afghane hanno riferito esperienze simili: molti bambini sono scomparsi durante la deportazione, e alcuni di loro – secondo diversi rapporti – sono esposti a rischi di lavoro forzato o abusi sessuali.

L’allarme delle organizzazioni internazionali

L’UNICEF ha dichiarato che molti dei bambini deportati dall’Iran “si trovano in una terra che non conoscono”, e che sono stati “lasciati senza assistenza, istruzione o protezione”.

“These children were born in Iran and brought up there. They don’t know the place they’ve been deported to…”

L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), nel suo rapporto di giugno 2025, ha parlato di un “preoccupante aumento dei rimpatri forzati” e ha invitato l’Iran a rispettare i propri impegni internazionali nei confronti dei rifugiati, in particolare dei bambini.

Il Centro per i Diritti Umani in Iran (CHRI) ha descritto queste deportazioni come “la più grande campagna di espulsione forzata nella storia contemporanea dell’Iran” e ha avvertito che tali azioni potrebbero configurarsi come crimini contro l’umanità.

Anche Amnesty International e Save the Children hanno chiesto la sospensione immediata dei rimpatri dei minori, sottolineando che ogni bambino, indipendentemente dalla nazionalità, ha diritto a vivere in sicurezza, a ricevere un’educazione e a essere trattato con dignità.

Reazioni e prospettive

Secondo esperti di diritto dei minori e di migrazione, la mancanza di coordinamento tra i governi di Iran e Afghanistan, l’assenza di meccanismi per identificare i bambini separati dalle famiglie e la scarsità di risorse nelle zone di confine sono tra le principali cause del peggioramento della crisi.

Mentre le autorità iraniane definiscono queste deportazioni come “azioni legali nel quadro del controllo delle frontiere”, le organizzazioni internazionali avvertono che tali pratiche violano gli obblighi dell’Iran previsti dalla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dal principio di non-refoulement (divieto di respingimento forzato).

Conclusione

I rapporti provenienti dalle regioni di confine nel sud-ovest dell’Afghanistan mostrano che le deportazioni forzate di bambini afghani dall’Iran non solo non si sono fermate, ma sono aumentate negli ultimi mesi.

In assenza di un sostegno efficace, migliaia di minori rischiano di essere dispersi, sfruttati o costretti al lavoro forzato.

In un contesto in cui la crisi migratoria regionale assume dimensioni sempre più gravi, gli esperti avvertono che il silenzio di oggi potrebbe trasformarsi in una delle pagine più oscure della storia della migrazione infantile nella regione.

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