Comunicato del Gruppo Neda sulla detenzione di Khadija Ahmadzada a Herat, Afghanistan, da parte dei talebani
Il Gruppo Neda condanna con forza la detenzione di Khadija Ahmadzada, allenatrice di taekwondo e simbolo di resistenza e empowerment femminile a Herat, Afghanistan, da parte dei talebani.
La sua detenzione, avvenuta unicamente per aver promosso lo sport femminile, rappresenta un chiaro esempio di repressione sistematica delle donne e di violazione brutale dei diritti umani da parte dei talebani. Con queste azioni, i talebani cercano di zittire la voce delle donne afghane, ma la volontà e la determinazione delle donne non possono essere soppresse.
Il Gruppo Neda invita le organizzazioni internazionali per i diritti umani, le Nazioni Unite e tutti gli enti che difendono i diritti delle donne a intervenire con urgenza, aumentare la pressione globale sui talebani e garantire la liberazione di Khadija Ahmadzada e di tutte le donne detenute a Herat e in tutto l’Afghanistan.
La libertà di Khadija Ahmadzada è un diritto umano fondamentale e non esiste alcuna giustificazione per la sua detenzione. Il silenzio del mondo di fronte alla repressione delle donne afghane non è accettabile.
Gruppo Neda
Italia
19 gennaio 2026


