Una nuova normativa introdotta dalle autorità talebane in Afghanistan sta suscitando forte allarme nella comunità internazionale e nelle organizzazioni per i diritti umani.

Una nuova normativa introdotta dalle autorità talebane in Afghanistan sta suscitando forte allarme nella comunità internazionale e nelle organizzazioni per i diritti umani.

Il provvedimento include disposizioni controverse sul matrimonio e sullo scioglimento delle unioni, con potenziali implicazioni sui matrimoni precoci e sulla condizione delle donne.

Tra gli aspetti più criticati figura una norma secondo cui il silenzio di una ragazza che ha raggiunto la pubertà può essere interpretato come consenso al matrimonio. Le Nazioni Unite hanno espresso “grave preoccupazione”, sottolineando che tale disposizione “mina il principio del consenso libero e pieno” e rischia di compromettere la tutela dei minori.

Il decreto, pubblicato nelle ultime settimane, disciplina anche le procedure di separazione coniugale, attribuendo ampi poteri ai tribunali religiosi. Secondo quanto riferito da fonti ONU e media internazionali, tali tribunali avrebbero la facoltà di gestire controversie familiari e, in alcuni casi, di ordinare misure coercitive nell’esecuzione delle sentenze.

Il governo talebano respinge le critiche, sostenendo che la normativa sarebbe conforme alla legge islamica e volta a regolamentare le questioni familiari. Tuttavia, per ONU e ONG internazionali, il testo rappresenta un ulteriore passo verso la riduzione delle tutele legali per donne e ragazze e alimenta il timore di un aumento dei matrimoni forzati e precoci.

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